martedì 19 settembre 2017

Di chiodi, di fili, di intrecci



















Filo magico, di Mac Barnett e Jon Klassen, Terre di mezzo



Filo magico è il libro scelto per accogliere i nostri primini.
 

Filo magico, da un'idea di Matteo Gilberti, concretizzata dalla nostra collega Irene, è quello che si dipana su una struttura in compensato costellata di piccoli chiodi, molteplici agganci intorno a cui costruire la trama di un’opera collettiva, che vede coinvolti più di 100 alunni per ogni plesso.






 








Filo magico è quello che unisce ognuno di noi, in una condivisione concreta, fisica, quanto mai reale, di ore, attività, emozioni, fatica, impegno, relazioni.

Filo magico diventa il tessuto che si crea all’interno di ogni classe, e di un’intera scuola: un tessuto grezzo, spesso imperfetto, ma proprio per questo ancor più prezioso. A volte resistente, altre più delicato. Soggetto agli strappi, così come ai rammendi. Versatile. Sempre diverso, di classe in classe, di anno in anno, di ciclo in ciclo. Unico. Indimenticabile.

Filo magico siamo tutti noi, ognuno con il suo pezzetto, unito ad altri attraverso un nodo, lento o stretto. Filo magico sono le molteplici fibre, migliaia di contaminazioni, di cui siamo fatti, di cui è fatto il mondo, di cui è fatta la vita.

venerdì 15 settembre 2017

I numeri / Le parole felici, tre mesi dopo





Dubito che, mentre Susanna Mattiangeli scriveva la storia di Tina e de I numeri felici, avesse in mente i compiti per le vacanze, soprattutto quelle estive.
L'estate di Tina è densa di ben altre avventure, altro che compiti; eppure, proprio dalla lettura del suo bel libro è nata l’idea di realizzare i quaderni de I numeri/ Le parole felici



E quando ieri ho rovesciato sul tavolo il contenuto delle mie due sportine di tela, ho pensato che sarebbe stato davvero un bel modo per passare il pomeriggio.




Mi sono ritrovata in spiaggia, tra le conchiglie,

 




a cavallo, davanti a una torta di compleanno, a Gardaland, sul fondo del mare nella mia prima immersione, in Sardegna, in Grecia, in Val Badia, in Valtellina (… in realtà, in Valtellina ci sono stata davvero)






 al mio primo concerto in un grande stadio

 




a visitare la mostra di Kandinskij





o al cinema con tutta la famiglia






da sola o con gli amici, in famiglia o in campeggio tra sconosciuti, in un camp di calcio e di nuoto agonistico, addirittura scampata di soli due giorni all'attentato di Barcellona

 




Ho vissuto in poche ore l’estate di ognuno di loro. È stato il modo più bello di ricominciare.












martedì 12 settembre 2017

Lenza e pazienza





Lenza e pazienza

Tutto il giorno con la lenza
tutto pieno di pazienza
vuoi vedere se ti riesce
di pescare almeno un pesce.




Così scrivevano F. e il suo nonno, la scorsa estate, sul diario delle vacanze.

Mi aveva molto colpito questa poesia, tanto che me la ricordo ancora a memoria. E mi è tornata in mente nei giorni scorsi, quando si è trattato di scegliere il simbolo del progetto annuale Intrecci da apporre sulle porte delle nostre classi, e la nostra collega, Susi, ha suggerito il pescatore.

Lenza e pazienza. Due parole che appartengono al pescatore. Due parole che credo debbano appartenere anche agli insegnanti.


 



Come pescatori, anche noi lanciamo le nostre esche, sperando di “catturare” quanti più pesci possibili. E non tutti i pesci, si sa, si fanno catturare subito.
Alcuni, in particolare, sembrano sfuggire a qualsiasi tipo di lenza possiamo lanciare loro. Ma quale soddisfazione, se infine si riesce ad agganciarli e a tirarli a riva.
Ed eccola, la pazienza: quella che serve per attendere ogni pesce, per rispettarne le abitudini di vita, la quiete, la fame. E per aiutarli a dare forma ai propri desideri.



Un desiderio

è un pesciolino tra le onde

fa capolino posi si nasconde

guardati dal chiedere che per forza

si esaudisca

che il tuo cuore nell’avere

non si appesantisca

che la brama di possedere

del potere

non ti vada di traverso come lisca!

Un desiderio è un pesciolino d’oro

il suo luccichio

è il vero tesoro

meglio guardarlo dalla riva

salutarlo quando arriva

scambiarsi mille gentilezza

lasciarlo andare.

È solo un pesce.

Silvia Vecchini, In mezzo alla Fiaba, Topipittori