mercoledì 27 gennaio 2016

Le parole che dividono e le parole che aiutano



Ci sono parole di ogni tipo: parole che dividono e parole che aiutano. Per dimostrarlo, nella giornata della Memoria leggerò ai bambini due storie molto diverse tra loro.


Il nemico


  
di Davide Calì e Serge Bloch

  


Isolato in trincea, un soldato combatte contro un nemico che non vede, ma che di certo è un mostro. O almeno, così dice il manuale che gli hanno dato i comandanti.
Una notte, però, il soldato si avventura fuori dal suo buco e scopre che il terribile nemico, in realtà, non è poi così diverso da lui. E che la pace è molto meglio della guerra.

Una storia universale, con illustrazioni poetiche e ironiche, capaci di emozionare grandi e bambini.


Come incomincia:

“È la guerra.
Si vede qualcosa che potrebbe essere un deserto.
In cui i sono due buchi.
Nei buchi, due soldati.
Sono nemici.

Il nemico

Il nemico è la ma non si vede mai.
Al mattino mi alzo e sparo un colpo verso di lui.
Lui allora spara un colpo verso di me. Rimaniamo nascosti per il resto della giornata aspettando di vedere la testa dell’altro.
Ma nessuno dei due alza mai la testa fuori dal suo buco.

CALI’ D. – BLOCH S., Il nemico, Terre di mezzo





La città che sussurrò



di Jennifer Elvgren e Fabio Santomauro, Giuntina




Anett scopre che nello scantinato della sua casa si nasconde una famiglia di ebrei. Anche se scendere le scale buie dello scantinato le fa un po' paura, è lei a portar loro da mangiare oltre a tutte le cose di cui hanno bisogno. Così conosce Carl, un bambino come lei, con cui fa presto amicizia. La famiglia di Carl sta aspettando una notte di luna piena per raggiungere il porto e fuggire in Svezia, ma le nuvole non vogliono diradarsi ed è troppo buio per scappare. Finché ad Anett non viene in mente un'idea geniale per salvare il suo amico Carl dai soldati nazisti che si stanno avvicinando sempre di più. Ma per metterla in pratica dovrà coinvolgere l'intero villaggio e soprattutto non fare troppo rumore... Questa storia, fatta di coraggio e solidarietà, è basata su una vicenda realmente accaduta durante la seconda guerra mondiale, un episodio che tiene accesa fino ad oggi la luce della speranza nella bontà umana.


Come incomincia:

“-Ci sono dei nuovi amici in cantina, Anett- mi disse la mamma quando mi svegliai. –È ora di portargli giù la colazione.
Mi fermai in cima alle scale: la cantina mi faceva paura a causa del buio, ma le voci che sussurravano mi dettero coraggio.
Arrivata in fondo, entrai nella stanza segreta dove nascondevamo degli ebrei danesi dai nazisti. Una donna e suo figlio sedevano sopra una branda.
-Io sono Anett- dissi mostrando loro il cestino. –La mamma vi ha preparato la colazione-.
-Io sono Carl-. Il bambino prese il cestino e diede alla madre una pagnotta e un uovo sodo.
-Vi ringraziamo- disse lei.

ELVGRE J. – SANTOMAURO F., La città che sussurrò, Giuntina