venerdì 9 dicembre 2016

Considero valore / Considero regalo



Tempo ormai natalizio, questo, di organizzazione di spettacoli e produzioni poetiche.
Per non sbagliare, unisco le due attività, facendo in modo che i protagonisti, gli attori veri, siano sempre i ragazzi.
Come sempre, mi viene in soccorso la poesia. E questa volta, come già è capitato con Bello mondo, di Mariangela Gualtieri, rielaborata per il papà, non la poesia piccola, per bambini o ragazzi (che poi, piccola non è, e chi mi conosce sa bene come io la pensi).

Questa volta l’autore è Erri De Luca, e la poesia da cui prendiamo ispirazione è la ben nota




Considero valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.


Erri De Luca, da Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi




La leggo ad alta voce ai miei ragazzi, in un silenzio quieto e denso.
La rileggo, di nuovo.
Poi chiedo loro di scrivere sul foglio della prima copia un titolo simile, Considero regalo, mantenendo, se lo desiderano, una struttura simile all’originale.
Un’unica raccomandazione: tutto ciò che scriveranno non dovrà essere quantificabile economicamente. Non dovrà essere nulla che si possa comprare, né vendere.


Durante la lettura ad alta voce, attimi da pelle d’oca, quella vera, sulla pelle:




Considero regalo […]
le stelle che sono l’armonia della sera.
Considero regalo lo spavento
che ci vuole qualche volta

 



Considero regalo il Mondo
che mi fa da casa.





Considero regalo la scuola, la casa:
la scuola perché imparo e studio,
la casa per la sicurezza e la salute.





Considero regalo le cose di oggi che
domani non mi ricordo più ancora di più.
Considero regalo la scuola, la casa
un grappolo d’uva caduto per terra, l’albero
la maestra.





Considero regalo scusa, grazie, prego
ti aiuto, ti amo.

Considero regalo uno sguardo di
amore, un bacio e dormire.

 



Considero regalo essere nato.
Considero regalo tutto quello che mi circonda.
Considero regalo Madre Natura.




Considero regalo […]
non chiedere aiuto per una cosa inutile.





Considero regalo 
essere forte nei momenti
tristi. E io sono me stessa.




Considero regalo
la vita degli 
uomini che sono 
vissuti mille anni fa.